Passano i giorni, i mesi, le stagioni. Veloci come il vento. Inarrestabili. E ancora mi chiedo, mi interrogo...
Sorrisi, volti, sguardi.
Parole, gesti, abbracci.
Ma tu... tu dove sei?

INGRID

FINALMENTE
LIBERA!

Carla Porta Musa è nata a Como nel 1902. E' poetessa, narratrice, collaboratrice di riviste. E' la scrittrice più longeva del mondo.
E io ho avuto la fortuna di incontrarla alcune settimane fa, durante la presentazione del suo ultimo libro (anzi nuovo libro, mai dire ultimo!) "Villa Elisabetta".
Una donna attiva, vivace, solare, che racconta volentieri episodi della sua vita, della sua storia. E dice che i protagonisti dei suoi romanzi siamo noi, proprio noi, le persone che incontra e ha incontrato ogni giorno della sua vita. Una vita lunga un secolo e ancor di più. Una donna che a 106 anni della vita non è ancora stanca.
Terrò il suo libro, con dedica e autografo, in un angolo prezioso della mia libreria. Ricorderò sempre il momento in cui l'ho incontrata, le sue parole, la sua voglia di scrivere, di raccontare. Ho letto "Villa Elisabetta" la sera stessa, appena rientrata in casa. E mi sono accorta che è vero, i suoi personaggi, così umani, così reali, potremmo essere proprio noi.

"Sono qui raccolti tre racconti di Carla Porta Musa: una vicenda familiare che si dipana attraverso le generazioni in cui agiscono personaggi colmi di una umanità e di una immediatezza che ci toccano e ci coinvolgono, perché quei volti, quei caratteri che Carla sa così bene tracciare sulla pagina, appartengono alla nostra quotidianità. Sono volti in cui ci rispecchiamo perché ciò che Carla racconta è la vita, non storie elaborate, inverosimili o appesantite da eccessi di colpi di scena, no, non è questa la strada su cui si snoda la sua inesauribile carica affabulatoria. Carla ama i suoi personaggi di un amore filiare, li accompagna nel racconto muovendo i fili della loro esistenza con delicatezza e al tempo stesso con una estrema padronanza narrativa. Sono personaggi in cerca d'autore, per dirla con Pirandello; e questo impulso creativo si concreta poi sulla carta, mediante un semplice lapis, con il quale annota gli avvenimenti, le gioie e i dolori che riguardano i protagonisti delle sue storie. Dobbiamo essere grati a Carla, perché alla vigilia dei suoi centosei anni ha completato, con l'ultimo dei racconti compresi in questo volume, la sua trilogia, regalandoci un nuovo sviluppo della vicenda di una famiglia che abbiamo imparato a conoscere e ad amare, personaggi cui lei ha saputo trasfondere vita e verità"
(Dalla presentazione di Gianfranco Scotti)
Tante sono le bellezze della vita, anche tra tante ingiustizie, tante atrocità.
Una consolazione è per me la poesia... un'altra è la possibilità di poter leggere alcune di queste poesie nella loro lingua originale, la lingua in cui il poeta le ha pensate e poi composte.
Sono felice di potermela cavare in inglese, francese, tedesco, spagnolo... per il momento. Provate se ne avete la possibilità ad osservare la differenza tra un poesia in lingua originale e la sua traduzione. Capirete cosa intendo.
Mah...
Chissà...
Speriamo...
Vedremo...
Magari...
Sciocche ipotesi,
banale perdita
di tempo
energie
vita
futuro.
Un progetto
è qui
limpido
puro
vivo
nella mente
come sulla carta.
Un progetto
non cede
non si scoraggia,
non si lascia abbattere,
irride sfrontato
alle difficoltà
ai dubbi
agli ostacoli.
Non domani
ma ora.
Un progetto
non si realizza
quando raggiungi
la meta,
ma quando inizi
a lavorarci,
lo visualizzi,
lo senti vivere.
E improvvisamente
diventa VERO,
CHIARO,
VIVO.
Ora, mi chiedo perché ho scritto tutto questo in "poesia"... Forse perché il mio progetto (ancora in embrione) è pura poesia? Probabilmente è così.
Ne parlerò ancora, ma davvero tanto... e avrò bisogno di aiuto. Il tempo corre ma io lo inseguo.
"La felicità di chi scrive
è il pensiero che riesce
a diventare sentimento,
è il sentimento che riesce
a diventare pensiero"
(Thomas Mann)
La riflessione del mio ultimo post (tratta da una lezione del prof. Keating ai suoi studenti nel film "L'attimo fuggente") non è stata del tutto casuale.
Vorrei segnalare la "nascita" (di due giorni fa per l'esattezza) del mio nuovo blog Amor di poesia... (www.amordipoesia.splinder.com) dedicato solo ed esclusivamente alla poesia.
Perché la poesia, il romanticismo, l'amore, la bellezza... è questo che ci tiene in vita. Raccoglierò poesie che mi suscitano emozioni, senza regole, senza distinzioni, senza considerare troppo il poeta... solo la poesia ha importanza qui.
Come un libro aperto a caso... tra tutti i poeti della terra... una poesia al giorno... tra passato e presente... è vero, la poesia salva la vita.
Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. (Prof. Keating)
We don't read and write poetry because it's cute. We read and write poetry because we are members of the human race. And the human race is filled with passion. And medicine, law, business, engineering, these are noble pursuits and necessary to sustain life. But poetry, beauty, romance, love, these are what we stay alive for.
(da "L'attimo fuggente")
Cosa succede quando si legge o si rilegge un libro? La storia è sempre la stessa? Io vorrei trovare il modo, nei miei libri, di inventare sempre una nuova storia. Una nuova storia, anche se il libro è lo stesso, anche se le parole sono fissate irrimediabilmente sulla carta. Una nuova storia per chi legge per la prima volta e anche per chi rilegge. Sempre. Come se le parole stampate mutassero forma, come se le emozioni comunicate non fossero sempre le stesse, come se la storia fosse nuova e diversa ogni volta.
Questo è il mio intento. Vorrei poter dire: "Queste parole sono per te, solo per te. Sono diventate tue!".
Io non sono la stessa con tutti. Io cambio. Dono una parte di me e non è sempre uguale. Non riesco mai ad essere sempre la stessa con chi incontro nella vita, di giorno in giorno, di stagione in stagione. Però, in un certo senso, rimango sempre io. Perché... quel che credo è che... per un medico non ci sono solo pazienti, per un avvocato non ci sono solo clienti, per uno scrittore non ci sono solo lettori... Ci sono persone.
Riuscirò nel mio intento? Riuscirò a scrivere qualcosa che cambia sempre, ogni volta che lo si legge? E' inutile che mi pongo queste domande quando conosco già la risposta. Se non ci riuscissi riterrei fallito il mio obiettivo.
Sempre la stessa storia? Credo proprio di no!
Repentini
incontrollati
indesiderati
sbalzi d'umore
lasciano
frantumi
rottami
macerie umane
e improvvisamente
ti pare
che il mondo
il mondo intero
si sia coalizzato
contro di te.
E piove...
Ovunque.
Una fine, un inizio...
Sono giunta finalmente alla conclusione di un episodio che mi trascinavo da mesi.
Una nuova storia è alle porte... vivace, coinvolgente, entusiasmante. Mi ci sto dedicando con tutta me stessa. Speriamo funzioni.
Per il momento sembra che tutto fili liscio. Mi sento ancora un po' confusa, frastornata... In effetti affrontare una novità, un cambiamento, non è facile.
C'è così tanto da dire e così poco tempo. Però un po' devo pur concedermelo perché la storia si snodi, si sviluppi.
Devo tenerla viva, nutrirla, farla crescere. Dipende soprattutto da me. I primi giorni saranno fondamentali. Come sempre.
Chi sono?
Cosa sono diventata?
Perché sono qui?
Sto cercando di non sbagliare vita, di non sbagliare destino. Appena in tempo sono tornata sui miei passi. Sto cercando di capire cosa mi rende felice. Sto cercando di vivere in armonia con me stessa, la mia mente, la mia anima. Indifferente del giudizio altrui. Sto cercando di conoscermi, di riconoscermi e di piacermi. Cosa c'è di più importante? Sto cercando il mio scopo per muovermi in quella direzione.
Più semplicemente... sto cercando la mia visione...
Mitakuye oyasin
Siamo tutti fratelli
(saluto rituale Lakota)

Amore e perdono sono sinonimi. E' difficile separare l'uno dall'altro. Dio ama perdonare. Quando noi diciamo "Dio è amore", diciamo anche "Dio è perdono"
Il mio popolo dice che non bisogna mai puntare un dito sul prossimo per giudicarlo o per disprezzarlo, perché quando tu punti qualcuno, nella tua mano ci sono tre dita che ti stanno puntando.
Il modo in cui il mio popolo si prende cura di qualcosa di cui non è contento consiste nell'onorarla e nel rivolgerle le seguenti parole: "Grazie, mi hai insegnato la lezione"
Se abbiamo qualcosa di negativo, sostituiamo il negativo con il positivo. Le due cose non possono stare contemporaneamente nello stesso spazio. Diamo una bella ripulita a tutto.
Siate grati per tutte le situazioni difficili della vita, perché da ognuna di esse potete imparare qualcosa.
Quando riesci a dare sollievo a una persona, vuol dire che a quella persona hai dato la medicina.
(Bear Heart)

Non che io pretenda di nascondere,
velare, oppure totalmente negare
ciò che mi sta accadendo,
non ho intenzione di celarlo
né di rimandarlo,
ammetto solo di provare
un vago timore,
di riscoprirmi
scossa, incerta, insicura, spaurita.
Sento un'onda che mi assale,
mi assale e mi porta via, lontano...
non so dove mi condurrà,
non so dove finirò,
né che ne sarà di me.
So solo che...
è così grande, immensa, travolgente...
Quest'onda che mi invade,
che trascende il mio essere
e il resto del mondo, delle cose.
Quest'onda che mi allontana,
che mi separa dall'inutilità
e dalla pochezza
di ciò che è terreno,
che annulla le mie sofferenze,
le mie frustrazioni.
Quest'onda che si impone dentro me,
che mi si infrange contro
con persistente tenacia
spazzando via le mie riserve.
Quest'onda che io amo disperatamente
e che ispira e innalza
tutta la mia storia,
tutta la mia fragile
e imperfetta esistenza.
Quest'onda che mi esalta
e mi insegna, mi comunica, mi rivela
che la mia vita,
che ogni vita ha valore
e vale la pena di essere vissuta,
pienamente.
E l'onda diventa parte di me,
e mi istruisce, mi attrae,
traccia decisa il mio cammino
proteggendomi
da ogni insensata impulsività.
E l'onda mi accompagna
e si insedia in me,
si insinua,
assume il controllo,
occupa spazio,
con invadenza risoluta.
E tutto in me
diventa nuovo,
diventa vero,
diventa puro
e fin troppo limpido.
E tutto in me si trasforma
grazie all'onda,
quell'onda che ti somiglia
e pretende la mia fedeltà assoluta,
la mia più totale dedizione.
E l'onda finisce per trascinarmi via,
con una forza,
con una potenza
e un'intensità innata.
E la trasformazione
avviene finalmente,
e io non oppongo resistenza,
non mi ritiro,
non mi ritraggo.
E tutto, tutta l'essenza
del mio cuore
si modifica elevandosi...
perché l'onda,
quell'onda che ti somiglia,
quell'onda che sei tu,
mi fortifica,
prende possesso,
domina il tutto,
domina tutta me.
E l'onda diventa me e io
ormai avvinta,
ormai arrendevole,
divento l'onda.
(3 luglio 2005)

Perché le cose accadono? Perché sono qui ora? Per quale motivo sono tornata? Ha un senso tutto ciò che mi circonda? E soprattutto io... io ho un senso in questa vita?
La mia paura dei fallimenti, dei rifiuti, l'ancora che mi tiene legata al suolo e mi impedisce di volare, di innalzare i miei sogni, le mie aspettative...
Tutto si ripete da anni in modo così maledettamente uguale... e io sembro conoscere la fine prima di concedermi un inizio. E' come se in fondo la mia vita non avesse mai avuto un inizio. Come se stessi vivendo la vita di un'altra, non la mia. Assisto allo spettacolo, incurante di ciò che avviene, come se tutto sommato nemmeno mi riguardasse.
Esisto e lo so. Ma è abbastanza? E quanto ho sbagliato subendo le scelte di altri senza mai prendermi il disturbo di chiedere a me stessa cosa davvero volessi, quali davvero fossero le mie scelte!
So cosa voglio, lo so da quando ho avuto coscienza di me stessa, delle mie emozioni, dei miei obbiettivi: voglio scrivere e lo farò, voglio amare senza timore di essere nuovamente ferita, anzi come se non fossi mai stata ferita.
Ci riuscirò? Non so. So che mi impegnerò, perché sto imparando ad essere unica e in un certo senso speciale. Tutti noi lo siamo.