Io ho scritto per te ardue sentenze,
ho scritto per te tutto il mio declino;
ora mi anniento, e niente può salvare
la mia voce devota; solo un canto
può trasparirmi adesso dalla pelle
ed è un canto d'amore che matura
questa mia eternità senza confini.
(Alda Merini)
Questo si prova...
Quando dentro non sei più tu ma comprendi che stai inesorabilmente trasformandoti in qualcun altro. Non è più il tuo sangue che scorre nelle vene, non è più il battito del tuo cuore quello che percepisci, non è più la tua mente che decide e valuta e ragiona. Qualcuno si impossessa di te, del tuo intero essere.
E per un po' ci stai, sembra bello e soprattutto facile. Lasci che sia, ti lasci andare.
Ma poi qualcosa scatta... sai che non sei tu! E nonostante i drammi, i dolori, le contraddizioni, hai nostalgia di quel "tu" e vorresti riconquistare la tua libertà, la tua luce.
E allora... torni indietro. E sai che ti ricomporrai, poco per volta. Tornerai in te. Ma per il momento ti senti così...

Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
(Matteo 5, 3-10)
Leggo disordinatamente. Scrivo il nulla. Non ne ho la forza. Ho il tempo, questo sì. Mi manca l’entusiasmo. L’ispirazione l’avrei. Mi manca qualcuno che mi dica : “Allora, a che punto sei?” “La storia procede?”. Dissipo le mie energie pensando, piangendo e sperando. E così nulla procede. Né la mia vita, né le mie storie.
L'amore nel passato è solo memoria.
Quello nel futuro è fantasia.
Solo qui e ora possiamo amare veramente.
(Mahatma Gandhi)
Vorrei imparare a vivere giorno per giorno.
Vorrei imparare l’arte di lasciare andare il passato.
Per creare un futuro migliore e soprattutto un presente più sereno.
Ecco, vorrei un presente! Un presente che sia davvero qui e ora e non un riflesso opaco di ciò che è stato.
Vorrei essere una creatura senza memoria. Svegliarmi e ricominciare. Ripartire da qui, dove sono ora. Vorrei esserci davvero.
Ricostruire la mia vita, i miei legami. Tutto il resto appare così lontano, così vago, che sembra essere stato vissuto da un’altra.
Vorrei imparare a crescere, invece di accumulare giorni, mesi, anni. Vorrei imparare ad amare ed essere amata. Vorrei che lui fosse qui.
Ma intanto sono solo io. Sono qui. E accetto questo giorno, così com’è. Perché "questo è un buon giorno per vivere".

La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più grande è che noi siamo potenti
al di là di ogni misura.
È la nostra luce, non il nostro buio che ci spaventa.
Ci domandiamo: chi sono io per essere brillante, magnifico,
pieno di talento, favoloso?
In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei un figlio di Dio.
Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi
in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.
Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell’universo che è in noi.
Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsciamente,
diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza automaticamente libera gli altri.
(Nelson Mandela)
Se questa mattina vi siete svegliati più sani che malati, siete molto più fortunati dei milioni di esseri umani che non arriveranno alla fine di questa settimana.
Se avete cibo nel frigorifero, abiti nell’armadio e un tetto sulla testa, siete più ricchi del 75 per cento della popolazione mondiale.
Se avete del denaro in banca o nel portafogli, fate parte di quel piccolo 8 per cento che si divide la ricchezza del mondo.
Se camminate a testa alta con un sorriso sul volto e siete grati per tutto questo, siete fortunati, perché tanti, anche se dovrebbero essere riconoscenti, non lo sono.
(Anonimo)
Da piccola a scuola. Mentre gli altri giocavano nel cortile io me ne stavo in un angolo. Guardavo il cielo. Una luce nel cielo. E no... non era il sole e nemmeno un aereo, nulla che io potessi identificare. Era una luce... e mi parlava, mi trascinava con sé a visitare nuovi mondi. Nome non aveva, la mia luce. Così io restavo ferma lì, nel cortile della scuola, ma non c’ero. Osservavo tutti dall’alto, compresa me stessa. Sostenuta da quella luce a cui io ho dato un nome che non dirò. Il tempo passava veloce. Poi... tornavo giù e tutto riprendeva a scorrere, come sempre.
L’ho incontrata anni dopo, quella luce. L’ho riconosciuta. Sempre. Mi amava, mi proteggeva. Mi ha salvata da infiniti inganni. Quando ero sola, straniera, smarrita. Mi ha trascinata via, ancora, sollevandomi con forza, sfidando le mie resistenze. Col tempo ho imparato a percepire le sue parole, sempre di più, sempre più chiare.
“Non ti confondere” mi dice ora “Non dubitare. Doveva essere così. Era l’unica via.”
Doveva essere così. Era l’unica via.
Perché doveva essere così? L’unica via per cosa, per dove?
Sto aspettando. Non so ancora cosa. Resto in ascolto. Le risposte arriveranno.
Quando devi scegliere tra due cammini, chiediti quale abbia un cuore. Chi sceglie il cammino del cuore, non sbaglia mai.
(Popol-Vuh)
Questa è stata la mia scelta, infatti. E comunque vada a finire so che è giusto così. Non ho e non avrò rimpianti...
"Man! I Feel Like A Woman!"
I'm going out tonight-I'm feelin' alright
Gonna let it all hang out
Wanna make some noise-really raise my voice
Yeah, I wanna scream and shout
No inhibitions-make no conditions
Get a little outta line
I ain't gonna act politically correct
I only wanna have a good time
The best thing about being a woman
Is the prerogative to have a little fun (fun, fun)
Oh, oh, oh, go totally crazy-forget I'm a lady
Men's shirts-short skirts
Oh, oh, oh, really go wild-yeah, doin' it in style
Oh, oh, oh, get in the action-feel the attraction
Color my hair-do what I dare
Oh, oh, oh, I wanna be free-yeah, to feel the way I feel
Man! I feel like a woman!
The girls need a break-tonight we're gonna take
The chance to get out on the town
We don't need romance-we only wanna dance
We're gonna let our hair hang down
The best thing about being a woman
Is the prerogative to have a little fun (fun, fun)
Oh, oh, oh, go totally crazy-forget I'm a lady
Men's shirts-short skirts
Oh, oh, oh, really go wild-yeah, doin' it in style
Oh, oh, oh, get in the action-feel the attraction
Color my hair-do what I dare
Oh, oh, oh, I wanna be free-yeah, to feel the way I feel
Man! I feel like a woman!
The best thing about being a woman
Is the prerogative to have a little fun (fun, fun)
Oh, oh, oh, go totally crazy-forget I'm a lady
Men's shirts-short skirts
Oh, oh, oh, really go wild-yeah, doin' it in style
Oh, oh, oh, get in the action-feel the attraction
Color my hair-do what I dare
Oh, oh, oh, I wanna be free-yeah, to feel the way I feel
Man! I feel like a woman!
I get totally crazy
Can you feel it
Come, come, come on baby
I feel like a woman
(Shania Twain)
Avevo scritto altro prima. Al posto di queste parole ce n’erano altre, ben diverse. Parole di rabbia, di dolore, di frustrazione. Parole in cui ora non mi riconosco più. Per questo motivo ho deciso di cancellarle e sostituirle con queste. Quelle parole non mi appartenevano più.
Ho visto qualcosa che mi ha fatto comprendere che tutto ha una spiegazione. Spesso serve soltanto una visione più ampia e completa della situazione che si sta vivendo. E allora si ritrova il senso della vita, dell’esistenza e si capisce che probabilmente se le cose sono andate in un determinato modo, era giusto così.
Ringrazio chi leggendo ciò che avevo scritto in precedenza mi ha lasciato i commenti... mi sono stati veramente d’aiuto.
Ora posso solo aggiungere che c’è solo una via di salvezza, un’unica soluzione, un’unica risposta. Questa risposta è l’amore.
Il tempo di leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
(Daniel Pennac, “Come un romanzo”)
Un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo
(Lao-Tze)
Sempre più TV! Sempre più canali, sempre più programmi, sempre più ipnosi di massa! La televisone “spazzatura”, già tanto criticata, non era abbastanza. Forse è solo bello parlarne, va di moda.
Ma poi... tutti pronti a dire sì, a chinare la testa, a seguire il branco. Verso il digitale terrestre, una vera e propria imposizione spacciata per libertà.
Sempre più TV, perché è indubbiamente meraviglioso restarsene chiusi in casa tutto il giorno, paralizzati, immobili, a farsi rimbambire davanti a uno schermo!
Schermo piatto, ultrapiatto, mi raccomando! Il sogno di una vita. A tutto si può rinunciare, magari anche al cibo, ma non a uno schermo piatto! Enorme, che occupi tutta la parete. Ma poi, perché solo uno? Perché non circondarci di schermi, su tutte le pareti, così da essere magicamente avvolti da un grande abbraccio fraterno?
Via tutti i quadri, le mensole, i soprammobili, le librerie poi... che immensa perdita di spazio!
Schermi piatti ovunque! Così fantastici da entrare nelle nostre case accompagnati da minuscoli dispositivi di rilevamento audio e video. Ma cosa importa? È talmente divertente essere controllati, manipolati! Sta già accadendo.
Per quanto mi riguarda la mia scelta è compiuta da tempo. Mi terrò il vecchio televisore, continuerò a “subire” i soliti canali e quando anche per me verrà il momento... addio TV!!!

P.S: a quando il microchip sottocutaneo universalmente accettato? Eh sì, perché da qualche parte sta già accadendo...
Ogni essere vivente, in sé, è una forza: persino una minuscola formica, una farfalla, un albero, un fiore, una pietra; poiché in ognuno di essi vive il Grande Spirito. L’attuale modo di vivere dei bianchi tiene questa forza lontana da noi, la indebolisce. C’è bisogno di tempo e pazienza per riavvicinarsi alla natura e lasciarsi aiutare da essa. Tempo, per meditare su questo e per comprendere. Voi, ne avete così poco per la contemplazione e l’osservazione: siete sempre di corsa, continuamente incitati, sempre a caccia di qualcosa. Questa inquietudine, questo inutile sforzo impoverisce gli uomini.
(Pete Catches)

Ho imparato, nel corso della mia vita, a comprendere questa legge fondamentale. E ad accettarla soprattutto. Niente succede a caso. Anche se ci sono cose che non rivivrei e non saprei nemmeno come gestire ora. Mi chiedo anzi come sono riuscita ad affrontare determinati “episodi”, a superarli.
“Imparata la lezione?” mi domando “Brava, ora vai avanti.”
Forse è così. Non si può apprezzare totalmente la libertà se non si è sperimentata la prigionia, di qualsiasi tipo essa sia.
Ho imparato la lezione a distanza di anni. Niente succede a caso. Tutto torna. Sembra quasi di disistricare la matassa, fili aggrovigliati, l’intreccio di un romanzo che io stessa ho intessuto.
E ora posso solo congratularmi con me stessa. “Brava, vai avanti!”
“In ogni situazione, le donne hanno molte più ragioni di dolore degli uomini, e soffrono ben più di loro. L’uomo ha la sua forza e l’esercizio della sua potenza: egli agisce, va, si occupa, pensa, abbraccia tutto l’avvenire dinanzi a sé, e vi attinge consolazioni. Così faceva Carlo. Ma la donna rimane, rimane di fronte al dolore da cui nulla la distrae, e discende fino in fondo all’abisso che l’ha aperto, lo misura intero e spesso lo colma con tutti i suoi voti e con tutte le sue lacrime. Così faceva Eugenia. Così si iniziava al suo destino. Sentire, amare, soffrire, prodigarsi, sarà sempre la legge della vita delle donne. Eugenia doveva essere tutta la donna, senza ciò che la consola. La sua felicità, raggranellata come i chiodi disseminati sulla muraglia, secondo la sublime espressione di Bossuet, non doveva un giorno riempirle il cavo della mano. I dolori non si fanno mai attendere e per lei arrivarono ben presto.”
(Honore de Balzac, “Eugenia Grandet”)
La donna ama di più dell'uomo. Lo dice anche Balzac. L'uomo se ne va, dimentica, vive la sua vita, dimentica, dimentica, dimentica... La donna invece no. Rimpiange, ricorda, rivive. Accade così. Anche ora. Che dire? Probabilmente... è la vita!